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A 15 anni suonò nel Café de La Chancha (ovvero la maiala, così chiamato dagli avventori alludendo alla scarsa igiene del proprietario).
Allo stesso tempo iniziò a frequentare il conservatorio di Villa Crespo, dove si diplomò in pianoforte nel 1919.
Dopo altre esperienze formative importanti con direttori del calibro di Alfredo Gobbi, Anibal Troilo, Roberto Firpo, Pedro Maffia.
Nel 1934 suonò come pianista nell'orchestra appena formata dal bandoneonista Pedro Laurenz (in questa occasione scrisse i primi accordi per alcuni tanghi, tra cui "La Beba").
Nel 1936 entrò nella prestigiosa formazione di Miguel Caló.
Dai cafè di strada passò, con la sua orchestra, direttamente alla radio piú prestigiosa del tempo, Radio El Mundo, seguito già da un'enorme folla costituita dagli ammiratori dello stile del maestro e da simpatizzanti del Partito Comunista.
Lo stile di Pugliese si delineò sempre piú, acquisendo i tipici andamenti ritmici che hanno reso celebri i suoi brani come "Gallo Ciego" o "La Mariposa".
Arricchirono le fila della sua orchestra personaggi d'eccezione, come il bassista Aniceto Rossi (che caraterizzò fortemente il ritmo), il bandenoista Osvaldo Ruggiero (inseparabile amico di Osvaldo, con cui rimase fino al 1968), il violinista Enrique Camerano (nato, si disse, appositamente per duettare musicalmente con lo stesso Pugliese), i cantanti Roberto Chanel (dalla voce nasale e potente con cui registrò 31 brani), Alberto Morán (cantante dai toni drammatici e sensuali, esercitava un carisma nei confronti delle donne che mai fu eguagliato na nessun alro cantante.. 48 opere), Jorge Vidal, Jorge Maciel e Miguel Montero.
Registrò negli anni '40 diversi brani strumentali, come "Negracha" e "Malandraca", "Recuerdo", e "La Beba", "Adiós Bardi", "Recién", "Barro", "Una vez" e "El encopao".
Nel 1946, poi, arrivò la summa di tutta la sua esperienza musicale. Pugliese presentò il brano che aprì una nuova epoca, caratterizzando non solo quello che sarà lo stile della sua orchestra ma anche tutto il tango che verrà dopo.
Il 21 agosto del 1946 registrò per la Odeon Disco il tango "La Yumba".
Pugliese conobbe nella sua vita anche l'esperienza del carcere, in quanto fedele e coerente alle sue idee di simpatizzante comunista, in periodi in cui in Argentina era al potere la dittatura militare.
Il Maestro gestiva la sua orchestra come una cooperativa, dividendo equamente i proventi delle esecuzioni, ed è famoso l'aneddoto secondo il quale quando era costretto a subire il carcere a causa delle sue idee politiche, le sere dei concerti, mentre l'orchestra suonava, il pianoforte rimaneva vuoto e silenzioso, con un garofano rosso adagiato sulla tastiera.
Piú tardi il bandoneonista Carel Kraayenhof, uno dei suoi migliori discepoli, compose e dedicò a Pugliese il tango Clavel Rojo (Garofano rosso).
Come forma di censura politica gli fu addirittura vietato di tramettere per alcuni anni, ma questo non riuscì a diminuire la popolarità del maestro.
Tornato sulle scene, tenne due importanti tour mondiali, il primo nel 1966 in diverse città dell'Unione Sovietica e in Cina; il secondo nel 1965 in Giappone, in occasione del quale Pugliese compose il tango "Tokio Luminoso".
LA SUA MUSICA
Osvaldo Pugliese è stato il musicista che piú di tutti lasciò un segno nella concezione musicale del tango, avviando, verso la fine degli anni '30, una trasformazione profonda e radicale, ma allo stesso tempo morbida e non traumatica.
Basti pensare che la sua prima composizione,
(del 1924), è ritenuta una delle piú importanti della storia del tango, tanto che Anibal Troilo ne parlò come del tango che avrebbe voluto comporre mentre Julio De Caro già allora la definì "
Una delle opere d'arte del nostro tango che perdurerà per sempre
".
Il piú famoso - ed interpretato - dei tre brani è "La Yumba".
Il titolo non corrisponde ad alcun vocabolo, bensì è una "traslitterazione" dell'andamento ritmico del pezzo: Yum (I movimento) ... ba (III movimento) ... - Yum ... ba . Il tratto tipico di Pugliese è quello di creare nei quattro tempi della battuta dei vuoti quasi completi tra i due accentati, che pulsano in modo costante come dilatandosi e contraendosi.
Questo effetto viene ottenuto dando ai violini ed ai violoncelli il compito di cadenzare il ritmo con ampie e veloci arcate, mentre il pianoforte in secondo piano, con accordi sussurrati, crea il legame tra le due note accentate.
Gli ascoltatori piú attenti dicono che in questo modo Pugliese ha saputo dimostrare la sua attenzione e considerazione della parte danzata del tango, lasciando l'ultima nota del brano alla libera sensibilità del ballerino.
Altrettanto famose furono le sue innumerevoli interpretazioni di brani composti in precedenza da altri musicisti, interpretazioni tanto profonde ed innovative da dare una nuova vita al brano originario.
Lo stile dell'orchestra Osvaldo Pugliese ha ispirato numerose orchestre attuali di tango, quali il Sexteto Mayor, l'Orquesta Color Tango, El Aranque, l'Orquesta Carla Pugliese, nipote di Osvaldo, fino ad arrivare alla potenza dirompente dell'Orquesta tipica Fernandez Fierro.
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