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Grazie al suo grandissimo talento e ad accurate selezioni fu una delle piú apprezzate e famose orchestre tutti i tempi: l'Orquesta de Las Estrellas.
Il nome non fu scelto a caso, basti pensare ad alcune delle personalità che nel corso degli anni militarono presso le sue fila: Carlos Lazzari, Osvaldo Pugliese, Horacio Salgán, Hector Stamponi, Leopoldo e Domingo Federico, Astor Piazzolla, Antono Rodia, Nito Farace, Armando Pontier, Enrique Francini, Eduardo Rovira, Julián Plaza, José Cambareri, Osmar Maderna.

È in questo momento storico che possiamo collocare l'inizio della prima delle due fasi musicali del Caló.


Lo stile della sua orchestra è molto simile a quello di Fresedo e le melodie richiamano quelle di Di Sarli.
Il pianista di quegli anni, Miguel Nijensohn, lasciò un'impronta indelebile nello stile dei brani cadenziando il ritmo e rendendolo perfetto per il ballo.

Tra i cantanti, fino al 1939, si avvicendarono Carlos Dante, Alberto Morel e il fratello Roberto Caló.


Miguel Caló entrò nel pieno della sua maturità artistica durante il cosiddetto periodo d'oro del tango, "La Epoca de Oro", ovvero quegli anni che vanno dal '40 fino al '55.
Ecco che comincia la seconda parte della sua vita musicale.

Caló non solo seppe scegliere e valorizzare grandi musicisti, ma fece lo stesso con i suoi cantanti, come Raùl Berón, Alberto Podestá y Raùl Iriarte.
Per quanto riguarda Raùl Berón, si racconta che fu suggerito a Caló da Armando Pontier. Il cantante Raùl già cantava (con il fratello José) brani di flolklore locale e conosceva pochissime strofe di tango al punto che lo stesso Caló lo portò con se ad alcune serate presso il cafè Shangai per imparare i testi di alcuni brani.
Dopo aver stabilito un repertorio cominciarono le registrazioni presso la radio, fu allora che i gestori dell'emittente bocciarono il cantante suggerendo a Caló di licenziarlo. Con grande rammarico Miguel Caló fu costretto ad allontanare Berón, sebbene fosse ancora convinto delle sue doti.
Nel frattempo fu messo in vendita il primo album dell'orchestra in cui cantava Berón e il brano "Al compás del corazón" (di Domingo Federico e Homero Expósito) ottenne un successo di vendite incredibile.
Quegli stessi diregenti che avevano chiesto il licenziamento di Berón criticandolo fortemente, si congratularono con Caló per la sua intuizione ed ammisero l'errore.
Una semplice coincidenza permise ad una delle piú belle voci del tango di sbocciare e lasciarci dei veri e propri capolavori.

Si possono contare piú di 400 registrazioni e circa 30 furono i brani composti dallo stesso Caló.

Nonostante ciò Miguel Caló riuscì sempre a mantenere posizioni di primo piano, con grande buon gusto e la sua capacità di far convivere la tradizione con la modernità.

Nel 1963 ebbe l'ottima idea (l'ennesima) di riunire i piú ilustri membri della sua Oruqesta de las estrellas.

Videro così la luce bellissimi brani che ancora oggi risultano nuovi e rivoluzionari e di squisito equilibrio.

Nel maggio del 1972, dopo un'accalorata discussione con il responsabile di un parcheggio di Benos Aires, dove aveva lasciato la sua macchina, il cuore di Miguel cessò improvvisamente di battere lasciando tutti nello sconforto.

Caló fu il musicisa che piú di chiunque altro seppe raggiungere e rappresentare l'equilibrio tra ritmo, melodia e canto. L'Orquesta de la estrellas sarà ricordata per le interpretazioni del miglior tango, che trascende i tempi e le mode; la sua magia è ancora oggi evocata e riproposta con grande successo dalla Tipica Sans Souci, formatasi nel 1999.

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