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Dal 1926 ebbe modo di conoscere e suonare con nomi importanti dell'epoca, Juan Maglio, Juan Canaro, Edgardo Donato e, forse proprio l'esperienza orchestrale avuta con quest'ultimo, formò il suo gusto per la brillantezza e l'agilità delle esecuzioni.

Solo nel 1936 formò la sua prima orchestra, la Orquesta de Todos Los Ritmos.

Con un talento innato per l'improvvisazione e l'arrangiamento, seppe riadattare tanto i brani classici del tango quanto molte danze popolari senza togliere l'essenza del ritmo per la gioia dei ballerini.

Un grandissimo successo ebbe il suo valzer "Tengo mil novias" cantata, appunto, da Armando Moreno.

Tra gli altri cantanti vanno ricordati Ricardo Herrera, Fernando Reyes, Omar Quirós, Roberto Videla, José Torres, Oscar Galán, Ernesto Falcón, Cruz Montenegro e Dorita Zárate.

Nel 1944 Rodríguez modificò il suo stile musicale, forse nel tentativo di riscattarsi dalle accuse di essere un "semplice musicista adatto solo alle feste da ballo" rivolte dai raffinati cultori del tango.
Rese le atmosfere piú dense e complesse alternando violoncello e contrabbasso; introdusse armonie piú arzigogolate e un andamento ritmico meno istintivo.
Integrò nella sua orchestra l'arrangiatore e pianista Armando Cupo, il bandoneonista Roberto Garza e l'arrangiaore Omar Murtagh.
Produsse notevoli tanghi strumentali, come "Naranjo en flor", "La vi llegar", "Luna llena", "Y así nació este tango" e "El africano".
Tuttavia, sebbene siano brani estremamente piacevoli e che non hanno nulla da invidiare ad altre interpretazioni, questo nuovo modo di interpretare la musica non piacque e ben presto, allontanati Cupo e Garza, Rodríguez tornò ai ritmi piú ballabili delle sue origini, mantenendo questo stile fino alla fine della sua carriera.

LA SUA MUSICA

Anche se il repertorio che Rodríguez ci ha lasciato non sia estremamente vasto (circa 130 tanghi, 40 vals e 15 milonghe), questo autore ebbe una grande fama e fu molto apprezzato dal pubblico.

Va ricordato, i suoi brani si allontanarono dai canoni del tango, il suo stile infatti fu uno stile allegro e romantico, lontano da tutto ciò che fosse triste, dalle sofferenze descritte in altri brani, dai ritmi malinconici a volte tragici e strazianti dei tanghi dell'epoca.

Valga come esempio l'interpretazione di

"Dejame ser así"

, con la voce di Roberto "El chato" Flores.

I suoi ritmi furono fortemente influenzati da quelli di Edgardo Donato e Juan D'Arienzo (i maestri del ballo), la musica fu semplice, diretta, brillante e talmente adatta al ballo che difficilmente si poteva restar fermi, ascoltandola.

I suoi cantanti furono selezionati tra le migliori voci dell'epoca.

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