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"Il fueye (il bandoneón) mi attraeva tanto quanto un pallone da calcio. La vecchia dovette mendicare un pó, ma alla fine mi diede soddisfazione ed acquistò il mio primo bandoneón: dieci pesos al mese per quattordici rate. E da allora non me ne separai mai piú", racconta lo stesso Troilo. Le rate pagate poi furono solo quattro perché in seguito il negoziante morì senza dare disposizioni e nessuno reclamò il debito, ma questa è una storia che tutto sommato ci interessa poco.
Prese lezioni e dopo soli sei mesi il maestro lo conedò non avendo piú nulla da insegnargli.
A soli 11 anni suonò per la prima volta in pubblico ad una festa di quartiere, poco dopo, come molti musicisti dell'epoca, come accompagnamento musicale di un film muto e, su richiesta del proprietario del cinema, passò ad integrare l'orchestra stabile dello stesso cinema.
Aveva solo 12 anni
A 14 anni entrò a far parte dell' orchestra di Juan Maglio detto Pacho.
Nel 1930 si unì alla formazione Vadaro-Pugliese, allora così costituita: Osvaldo Pugliese al piano, Alfredo Gobbi ed Elvino Vardaro ai violini, Miguel Jurado ed Aníbal Troilo ai bandoneones e Luis Adesso al contrabbasso.
Nel 1933 Troilo partecipò al film "Los Tres Berretines", in trio con José Maria Rizzutti al piano e Vicente Tagliacozzo al violino.
Con Fiorentino, che entrò nella formazione di Aníbal inizialmente come bandoneonista e solo successivamente come cantante, si instaurò un'intesa musicale così perfetta che avrebbe portato forti rinnovamenti alla storia del tango.
Fiorentino rimase 6 anni con Troilo.
All'epoca il cantante nel tango non aveva un ruolo privilegiato nell'orchestra, piuttosto la sua funzione era prevalentemente accessoria, si limitava a cantare l'estrbillo, ovvero un ritornello, una breve strofa.
Troilo sentì che il tango aveva bisogno di storie evocative che solo il canto poteva creare, e - per primo - lasciò che il cantante cantasse per tutto il brano.
Negli anni seppe circondarsi di voci uniche quali quelle di Francisco Fiorentino, Alberto Marino, Floreal Ruiz, Edmundo Rivero, Jorge Casal, Raùl Berón, Roberto Rufino, Ángel Cárdenas e Roberto Goyeneche.
Nacque così con Troilo la figura del cantor de orquesta e la voce fu considerata come uno strumento dell'orchestra stessa.
Inoltre una grande importanza fu data ai testi, ed anche in questo senso seppe scegliere i migliori parolieri come Manzi, Contursi, Cadicamo, Exposito, Discepolo.
Il tango cantanto (tango-cancion), unito allo stile nettamente tanguero di Troilo, equilibrato e inconfondibile divenne tango ballabile.
Seppe formare e far crescere i suoi musicisti al punto che molti suoi pianisti divennero direttori d'orchestra, ciò accadde con Orlando Goñi, José Basso, Carlos Figari, Osvaldo Manzi, Osvaldo Berlinghieri e José Colángelo.
Nel 1939 entrò a far parte dell'Orchestra Pichuco nientemeno che Astor Piazzolla, che lo stesso Troilo soprannominò "El Gato" e di cui seppre per primo apprezzare il genio, che spesso sconfinava in un tango non ballabile di cui fu costretto a frenare le audacie «no Gato: la gente vuole ballare, non paga il biglietto per ascoltare».
Nel 1942 cominciò una collaborazione che si rivelò intensa e prolifica con Homero Manzi: composero insieme diversi capolavori come "Sur", "Barrio de Tango" e diede interpretazioni divenute classiche di brani come "Malena".
Nel 1943 anno del golpe militare molti brani registrati in quegli anni dall'orchestra di Troilo "Percal", "Uno", "Los mareados" caddero sotto la scure della censura.
Nel 1968 fondò il Cuarteto Aníbal Troilo, composto da Ubaldo De Lío (chitarra), Rafael Del Bagno (contrabasso) e Osvaldo Berlinghieri (pianoforte).
Nel 1970 incise 2 duetti: "El motivo", di Cobián con il chitarrista Roiberto Grela e "Volver" , di Carlos Gardel con Astor Piazzola.
Nella sua carriera di direttore, durata piú di 30 anni (dal 1939 al 1971), Troilo incise 449 temi; a questi si aggiungano successi indimenticabili interpretati con il chitarrista Grela, altri ancora con la collaborazione di Edmundo Zaldívar al basso o, semrpe al basso, Enrique Kicho Díaz, per un totale di 485 registrazioni (anche se si presume che ci siano molti altri brani che non ci siano arrivati), sempre continuando a sperimentare e a collaborare con vecchi e nuovi musicisti di altissimo livello.
LA SUA MUSICA
L'opera di Troilo segna una transizione importante nella storia del tango perché egli fece evolvere la musica e allo stesso tempo produsse musica ballabile, senza eliminare il canto, anzi potenziandolo; seppe conciliare le esigenze della musica con quelle dei ballerini e questo gli permise di diventare una sorta di mito del tango.
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